Un interessante argomento è stato al centro di un incontro, all’inizio di questo anno solare, (15 gennaio 2019), scelto dalla prof.ssa TINA GARRO: DANTE E IL POVERELLO D’ASSISI-XI CANTO DEL PARADISO.

La relatrice, fatto rilevare il suo pluridecennale legame con il Convegno e con la figura della Beata, si è dichiarata ben lieta di soffermarsi su queste due grandi figure del passato: DANTE e SAN FRANCESCO.

All’origine di questa scelta, la lettura di una biografia del santo:

“FRANCESCO IL RIBELLE “di ENZO FORTUNATO, la più recente, preceduta da quella di CLARA FRUGONI e da un’altra di MARIA STICCO, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Ha dato inizio alla conversazione parlando del Cielo del sole, dove si trovano gli SPIRITI SAPIENTI: TOMMASO, DOMENICO, FRANCESCO, BONAVENTURA. Traendo spunto dalle interessanti notizie riportate dai biografi del Santo; la relatrice ha fatto riferimento anche al pensiero del card. PAROLIN, che nei suoi scritti esalta la figura di San Francesco.

Ha, poi, tratteggiato la sua biografia, soffermandosi sui particolari più importanti, per entrare, poi, nel vivo dell’argomento. SAN FRANCESCO D’ ASSISI NELL’ XI CANTO DEL PARADISO.

La prof. Lombardo, invitata da lei, ha iniziato la lettura delle prime quattro terzine del Canto (1-12), che la relatrice ha commentato opportunamente, facendo rilevare che il Poeta biasima gli uomini che si preoccupano soprattutto delle cose terrene trascurando l’essenziale, ciò che più conta, a differenza di san Francesco che abbracciò la POVERTA’. La quale – afferma la docente – non deve intendersi come “pauperismo”, ma come distacco dalle cose terrene, come Condivisione, Umiltà, Accoglienza.

Nei versi 28-75, letti dalla prof. Lombardo, giganteggiano le Figure dei due Santi. SAN FRANCESCO e SAN DOMENICO. L’ uno serafico in ardore, FRANCESCO, l’altro per sapienza… Splendore, DOMENICO.

Poetica la descrizione del luogo d’ origine del santo d’ Assisi, luogo che- dice Dante- sarebbe meglio chiamare Oriente, perché vi nacque un Sole (San Francesco). E, infine, l’esaltazione della Povertà, che dovette attendere mille anni per essere abbracciata, dopo che Cristo morì sulla Croce che – aggiunge il Poeta – tutti detestano come la morte.

A proposito del fascino esercitato dal Poverello d’ Assisi, la prof. ha ricordato un episodio di cui fu protagonista Giosuè Carducci. Passando dinanzi alla chiesa di Santa Maria Degli Angeli, conquistato dalla sua spirituale bellezza, le dedicò un sonetto.

La relatrice ha voluto chiudere la sua conversazione, ricca di poesia e di spiritualità, con la lettura dei primi versi del CANTICO DELLE CREATURE.

SIRACUSA   14/6/2019 

LA PRESIDENTE

LIA BONAFEDE