I GIOVANI LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE
Relatore: Prof. BENEDETTO IPPOLITO
Moderatore: S.E. Mons. LINO FUMAGALLI – Vescovo di Viterbo
Il Professor Benedetto Ippolito, docente di storia della filosofia medievale all’Università di Roma
Tre, ci dà l’occasione di ripensare la vocazione, il rapporto tra religione e filosofia in un mondo che
esige nuove prospettive, che è sottoposto ad una razionalità strumentale e dominato in larga parte dal
pensiero debole.
L’uomo ha bisogno di realizzare la sua essenza, di desiderare la sua eudemonia sapendo discernere
e realizzare la propria vocazione come fine naturale conforme alla coscienza e all’oggettività che
risiede nell’anima
Soprattutto il giovane deve poter cogliere il senso del dialogo intimo con Dio, dell’ascolto, per trovare
una missione per cui vivere, senza considerare l’attimo ma l’eternità come riflesso della realtà infinita.
La gioventù è il tempo privilegiato per la ricerca e l’incontro con la verità [Benedetto XVI], l’età
adulta è il tempo del logos, che forma, trasmette stimolo e forza attraverso la coerenza di vita e di
pensiero.
Al termine dell’intervento, S.E. Mons. Fumagalli, ha espresso il pensiero della Chiesa su questo
problema culturale che affligge da un lato i giovani e dall’altro le persone di età matura che stentano
a capire e colloquiare con i ragazzi in un momento in cui dovrebbero essere guidati nel loro
discernimento vocazionale, qualunque esso sia.
La mancanza di seria cultura di base, complice una scuola demotivata e vilipesa, di punti di
riferimento nella società e le facili illusioni di un mondo virtuale creano uno sbandamento che non di
rado porta a conseguenze anche tragiche.
Rimettere la “barra al centro” è un compito difficile e delicato e Papa Francesco con la sua
recentissima esortazione post-sinodale “Christus vivit” invita”a suscitare e accompagnare processi
non imporre percorsi”.