• Per la Tematica religiosa e socio-culturale, Mons Filippo Ramondino, Assistente ecclesiastico del Convegno, ha tenuto un Incontro culturale – 15/11/2018 –  sul tema “I giovani e la chiamata alla santità. E’ attuale/ attuata oggi?”. La Conferenza  ha avuto ampio respiro, poiché si è focalizzata sulla condizione giovanile di ieri e di oggi. La disamina, in tale direzione,  è stata supportata da  riferimenti storico-filosofici, in particolare Platone, da citazioni scritturali dei Padri della Chiesa,da cenni al filosofo J. Maritain, da brani di specifiche encicliche papali da Paolo VI a Benedetto XVI a Papa Francesco,  non senza rimandare al concetto di “ Famiglia” e fare nota degli  Enti preposti alla formazione dei giovani. Mons. Ramondino ha, quindi, indirizzato l’analisi sul “Progetto di vita dei giovani”, lontano talora dall’ispirazione cristiana e volto spesso verso le false illusioni e i falsi miraggi che caratterizzano la vita di oggi. E’ seguito un interessante dibattito, che ha registrato, tra gli altri, l’intervento della Prof.ssa Elisabetta Barbieri Famularo , responsabile locale del MIEAC, che ha riportato in merito le esperienze del proprio gruppo laicale, attivo da tempo sul territorio.

In un successivo Incontro – 10/05/2019 – , sul tema: “Gesù, il giovane tentato”, Mons. F. Ramondino è entrato nel merito del discernimento vocazionale in ambito giovanile, incentrando la disamina sul Bene e sul Male, attraverso una puntuale lettura di LUCA, 4:1-13, che ha consentito passaggi anche nel cuore dell’etica agostiniana. Coinvolgente  il confronto con alcuni convenuti, specialmente i rappresentanti della locale Conferenza di San Vincenzo de Paoli, confronto che ha sviscerato il tema del “deserto”, come luogo di prova, la fedeltà al Battesimo, che dà l’imprimatur all’azione cristiana, la “cura del Noi”, la Pedagogia cristiana del Pinocchio di Collodi, tutto per contrastare le tentazioni nell’ottica di una reale conversione di vita.

  • Per la Tematica Arte e Fede, due momenti successivi nel tempo – 16 Gennaio/10 Maggio 2019 –  ma coerenti tra loro: a) CONFERENZA , I Tesori nascosti del nostro Paese, articolata negli Interventi della Direttrice dell’Archivio di Stato di VV, ssa Marilena Di Renzo, sulle Testimonianze artistiche del territorio vibonese nelle fonti di archivio; e dell’Architetta e Docente Prof.ssa Tina Greco, su I Poli religiosi culturali e i luoghi di rappresentanza. Puntuali i riferimenti storico-artistici delle due oratrici, volti a sottolineare il linguaggio universale dell’arte di ogni tempo e il suo valore antropologico-culturale, il suo essere manifestazione dell’armonia del Creato, della Bellezza, che attraverso le opere artistiche, diventa  espressione di valori universali, altamente formativi. “Dalla terra alla Storia”, si riportano alla luce i tesori nascosti, si fa “cultura” , s’implementa il patrimonio culturale di ognuno, che diventa un patrimonio per la “vita”, gettando, così, le basi per ogni forma di dialogo e per la pace. Da qui al secondo momento,  bCONVEGNOLa Voce antica e nuova di Conventi e Monasteri, nel quale, prendendo spunto dalle numerose vestigia conventuali, monastiche, ecclesiali, di cui è disseminato il territorio vibonese (accennate nella Conferenza) e non solo,si è creduto opportuno articolare  attraverso il significativo contributo di  Mons. Filippo Ramondino il senso del concetto di “religione” come scelta e della “vocazione”, come cardine di questa scelta, in un ambito conventuale con la sua storia e i suoi riflessi sulla formazione cristiana, quale fu il Collegio dei Gesuiti in Vibo Valentia (sec. XVII), un exemplum ove il Divino si conserva, si manifesta, si trasmette,  storicamente ricostruito dalla Prof.ssa  Mariastella Cordopatri ; per poi ascoltare la “voce” della Suora, Madre Francesca Mastromatteo, Superiora dell’Istituto Maria Immacolata (VV), dove sono state educate nel tempo generazioni di fanciulli e dove ad oggi si prosegue nell’apostolato, anche laico, nella preghiera e nell’accoglienza. La testimonianza sentita del giovane Reverendo, Don Lucio Bellantoni, Parroco di Ionadi (VV), ha suggellato il Convegno nello spirito di una sentita vocazione sacerdotale, imperniata nell’esercizio continuo della meditazione operosa e della catechesi.
  • In vista del Dies Natalis della Beata Maria Cristina di Savoia, nella Chiesa della Madonna del Rosario di Vibo Valentia, in data 30 Gennaio 2019, la Celebrazione Eucaristica, è stata preceduta dalla visita guidata della Cappella De Sirica-Crispo, situata nella stessa Chiesa,  all’interno della quale cappella  è custodito il Labaro del “Convegno” delle Cristine di Vivo Valentia. Anche qui si coniugano Arte e Fede, come la ssa Rosamaria Cantafio Stagliano, docente e archeologa, ha sottolineato, ripercorrendo la storia di questo gioiello gotico-angioino , eretto nel 1346. La cappella gentilizia, unica restante delle quattro cappelle monumentali site sul lato destro del preesistente Tempio dei Frati Conventuali di San Francesco d’Assisi, oggi facente parte appunto della Chiesa della Madonna del Rosario(VV), successivamente edificata sui resti dell’antico convento, esprime, ha sottolineato l’esperta, nei vari segni che la contraddistinguono, non solo il bisogno della sopravvivenza di sé dopo la morte, ma la “cura della morte”, l’intima adesione al divino, la spiritualità profonda del committente, perpetuata dai discendenti, come si può leggere nelle iscrizioni ivi contenute, e ben evidente nel bellissimo sarcofago marmoreo con giglio angioino, il cui coperchio è un altorilievo raffigurante il Cavaliere Domenico De Sirica qui deposto, risalente al secolo XIV, così si riporta nell’epitaffio scolpito sulla stessa sepoltura, ove il suddetto cavaliere committente  “sarà seppellito in pace”.  Lastre marmoree a tema sacro, un’icona di Madonna con bambino, icone di Santi raffigurati in rigida frontalità, con i volti pensosi e ascetici, esprimono ulteriormente la sacralità di un luogo, che nelle ristrutturazioni successive, nei successivi spostamenti di alcuni reperti marmorei in altre chiese, nella sua devota conservazione, non ha mai perso la suggestione di rappresentare nel santo raccoglimento un “ponte di luce tra cielo e terra”.

 

La Presidente