Abbiamo inaugurato l’anno sociale con una S.Messa, celebrata dall’allora nostro assistente spirituale, don Antonio Savone nella basilica Cattedrale di Potenza, seguita da un momento conviviale per ritrovarci con le socie dopo la pausa estiva e comunicarci le proposte di riflessione da sviluppare nel corso dell’anno.

 

Mossi dalla convinzione che il coordinamento delle iniziative tra le varie associazioni operanti nella diocesi e nella città ne valorizzerebbe l’azione, rendendone più incisiva la ricaduta sul territorio, ci siamo fatti parte diligente nel promuovere un tavolo d’intesa per esplorare la possibilità di fare rete e mettere in comune risorse, conoscenze, competenze al fine di realizzare attività condivise, o almeno evitare la sovrapposizione di eventi nello stesso giorno.

 

Calendario delle attività pubbliche

 

4 novembre, primo incontro: la dott.ssa Brunella Giordano, con competenza e fluidità di discorso, ha tenuto un excursus storico-artistico sulle interpretazioni dell’Umanesimo dall’età classica al Rinascimento. È stata una bella introduzione al tema dell’anno, che riprenderemo e svilupperemo ulteriormente con riflessioni su “Umanesimo, Riforma, Cattolicesimo” e “Umanesimo cristiano e umanesimo ateo”.

 

25 e 26 novembre: Presso l’IC “Domenico Savio” di Potenza laboratori di formazione per genitori e alunni e simposio aperto alla città sul tema  “Educatività, leva per costruire una civiltà dell’amore”.

 

Abbiamo così interpretato il tema dell’educatività, accogliendo il suggerimento della delegata regionale, prof,ssa Nunzia Volonnino, che ha trasmesso l’indicazione relativa al coinvolgimento delle scuole. Ne sono sortiti una manifestazione giudicata coinvolgente e propositiva dai partecipanti, che ha anche dato visibilità all’opera dei Convegni.

La dirigente, professoressa Diana Camardo ha dato subito la sua disponibilità, aprendoci la scuola per due giorni nel primo quadrimestre e per altri due nel secondo e affiancandoci, per la fase organizzativa, tre efficientissime colleghe, le prof.sse Buscicchio, Caliò e Albano. L’apprezzamento espresso dalla scuola è nella lettera della dirigente alla sottoscritta allegata a questa relazione.

 

La vera novità e, direi, il valore aggiunto del corso sono stati i laboratori indirizzati ad alunni della scuola e ai rispettivi genitori.  Rivolti a un numero ristretto di utenti, si sono svolti in momenti separati, perché concepiti non come lezioni accademiche, ma come lavoro in piccoli gruppi, così da agire sulle relazioni per far sviluppare una consapevolezza nuova di sé e del proprio ruolo.

 

A dirigerli e a tenere la relazione principale del Simposio è stata la dott.ssa Annelisa Vecchione, operatrice socio-pedagogica, che ha impostato il lavoro sull’importanza delle parole nel rapporto educativo, soffermandosi, nei laboratori, su “Paroli…amo” e, durante il simposio, su “Le parole educano. Il linguaggio dell’educazione, seme di comunità.”, sottolineando come le parole da cui siamo inondati possano rivelarsi “ali” o “pietre”.

 

Al tavolo dei relatori con lei sedevano il questore di Potenza, Isabella Fusiello, la psicologa-psicoterapeuta Lina Bonomo, la delegata regionale dei Convegni, io stessa nella qualità di Presidente dei Convegni di Potenza e, ospite d’onore, l’arcivescovo di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio. A coordinare e moderare gl’interventi la dirigente. Tutti hanno dato il loro autorevole contributo al tema dell’educatività. Io ho colto anche l’occasione per presentare i Convegni, non a tutti noti, illustrarne i fini, le attività e la vocazione educativa, raccogliendo perfino un’adesione sul tamburo.

 

La ricaduta ha superato le aspettative, a detta degli stessi docenti e della dirigente. Continuiamo a ricevere complimenti e ci dà gioia il fatto d’essere stati promotori di una pedagogia che passa per il coinvolgimento di tutte le parti abbracciate dal processo educativo in una comunità educante. Filo conduttore è stata la passione pedagogica, con approccio scientifico, atto a scoprire l’educazione come il “più grande atto d’amore, un fatto di cuore, d’intelletto e di vita” (Rosmini) perché solo l’amore ha una forza trasformante, generativa e rigeneratrice.

 

È il presupposto per cui l’educazione può essere una leva capace di costruire una civiltà dell’amore.

 

5 dicembre: ricordo di un testimone del nostro tempo a cento anni dalla nascita, il professore e senatore Vincenzo Verrastro. Una figura emblematica per la Basilicata, in qualche modo il vero fondatore dell’ente regione, che ha presieduto per i primi dodici anni dalla costituzione, le cui radici ed azione nelle associazioni di Azione Cattolica e nella DC ne fanno un testimone del suo tempo e un riferimento utile al giudizio storico su di esso. In un anno sociale in cui riflettiamo sull’umanesimo e dunque sull’uomo con le sue prerogative umane e spirituali, ci è sembrato un’occasione propizia poter presentare al pubblico un uomo esemplare che, mentre si occupava di costruire la città degli uomini, aveva costantemente lo sguardo alla città di Dio. Ispirato dalla fede nella vita privata e in quella pubblica, è stato definito educatore politico nel senso più vero del termine, apprezzato anche dagli avversari politici per competenza, lealtà, umanità. Una serata edificante, ha detto qualcuno dei presenti, coinvolti dal commosso e autorevole ricordo dei relatori, il professor Raffaello Mecca e il giornalista, dottor Erberto Stolfi, dalla proiezione del documentario che la RAI ha dedicato al suo ricordo, dalle note toccanti che le figlie hanno accompagnato con la lettura di alcuni passi del diario intimo, oggi pubblicato per i tipi della Congedo Editore, Galatina (Le).

 

Silvia Cibarelli