CONVEGNO BEATA MARIA CRISTINA DI SAVOIA

SIRACUSA

Il 30 giugno u.s., abbiamo ascoltato un’interessante conversazione su MARIA NELLA DIVINA COMMEDIA, tenuta dalla prof.ssa TINA GARRO.

Sotto lo sguardo della Vergine col Bambino, nella chiesa di san Giovanni alle Catacombe, messa gentilmente a disposizione dal parroco don Giuliano Gallone , la relatrice ha esordito dichiarando apertamente il suo legame pluridecennale con il nostro Convegno.

Ha dedicato tutta la prima parte del suo lavoro al Poema Sacro, che ha definito “OPERA-UNIVERSO”, e, poi, “OPERA-BUSSOLA”, quello che ci guida, per trovare il bene anche quando tutto appare oscuro e confuso.

Con meticolosa precisione ha richiamato alla memoria il pensiero dei Pontefici, nei confronti del sommo Poeta, a cominciare da Benedetto XV, che nel 1921, VI centenario della morte di Dante, commemorava quell’evento con l’Enciclica “IN PRAECLARA SUMMORUM”.

Nel 1965, VII Centenario della nascita di Dante, Paolo VI dichiarava tutta la sua ammirazione per il Sommo Poeta. Infine, nel 2021, papa Francesco l’ha definito “Profeta di Speranza”. Ha citato anche i nomi di Michelangelo, Jorge Luis Borges, Niccolò Tommaseo, grandi ammiratori di Dante.

Entrando nel vivo del tema, ha fermato l’attenzione sul II Canto dell’Inferno, in cui la figura di Maria si rivela “l’ausiliatrice ineffabile, la mediatrice dolcissima” tra l’uomo e Dio. “Donna” è chiamata Maria, e l’appellativo suggerisce regalità, una regalità non solenne e distante, ma umile e pietosa. La Grazia preminente di Maria si fa Grazia Operante in Beatrice, che guiderà il Poeta, di Cielo in Cielo, fino a Dio.

Si sofferma sull’episodio, in cui Maria riceve l’annuncio dell’Angelo (Luca26-38) scolpito nel marmo (Purg. X, 33-48).

All’episodio dell’Annunciazione si ricollega l’esempio di castità, gridato dai lussuriosi, nell’ultima cornice della sacra montagna.

Ha proseguito soffermandosi sui versi , in cui il Poeta ci fa riflettere sulla dolcezza di Madre, sulla sua sollecitudine, prima nei confronti della cugina Elisabetta (Purg. XVIII,100), poi alle nozze di Cana (Purg.XIII vv.28-30). Benevolenza, dedizione, amore contraddistinguono la Vergine, lungo le stazioni del suo itinerario terreno. -Ha commentato.

Nel canto XXXIII del Purg. Vv.1-6, balena la visione del dramma che si consumò sul Golgota, dove Maria piange il dolore di tutte le madri.

Nel Paradiso, la Cantica della Luce, luce che è gioia e ritmo e armonia dell’Universo, sullo sfondo di immobili splendori, si succedono a visioni canti, danze

come nel Cielo del Sole, (Par. X vv.64-65, 67-75).

E, infine, viene declamata e commentata la bellissima preghiera di San Bernardo alla Vergine, (XXXIII del Par.) perché conceda al Poeta di innalzarsi alla presenza di Dio, ultima Salute e infinita beatitudine, a “Colui che move il Sole e l’altre Stelle”.

Ha letto i versi la prof.ssa Lucia Puma Lombardo, vice pres. del Convegno.

La prof.ssa conclude con la lettura di una pagina del libro di Mons. Giuseppe Greco: UNA DONNA VESTITA DI SOLE.

 

SIRACUSA, 23/7/2021

 

LUCIA PUMA LOMBARDO